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Langhe
NEL CUORE DELLE LANGHE DEL BAROLO, PATRIMONIO UNESCO
Dal 2014, le Langhe sono entrate a far parte dei siti Patrimonio UNESCO, un riconoscimento assegnato a un territorio di vigne, di castelli, di torri medievali, ma anche al lavoro dell'uomo. Dei "Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato" proclamati UNESCO, la Langa del Barolo rappresenta la "core zone". E' qui che si trovano l'Agriturismo e l'Azienda vitivinicola Pira Giorgio sono a Perno, nel comune di Monforte d'Alba (394 metri s.l.m.), dal quale distano 4 km. É una posizione prestigiosa, nel cuore della zona di produzione del Barolo.
Le origini di Perno risalgono all’epoca romana, quando il piccolo centro constava solo di una fortificazione in pietra quale punto logistico. Era in posizione intermedia sull'antica ed unica via che congiungeva Alba-Pompeia a Monforte attraversando la Langa, lungo la Via del Sale, nel tratto di strada percorso nell'anno 1028 dai Catari, tradotti in catene a Milano e condannati per eresia. A Paternum (questo probabilmente il nome originario), tra il X e il XII secolo d. C., l'ordine benedettino introdusse la coltura della vite e il processo di vinificazione.
Da allora, molti secoli sono trascorsi, ma i vigneti sono sempre quelli millenari dei monaci e la nostra famiglia, mantenendo viva la tradizione, continua a dedicarsi a questa coltura.

Ancora oggi il vino viene lasciato chiarificare in modo naturale in botti di rovere per tutto il tempo necessario, senza l’ausilio di sofisticate apparecchiature. Se ne ricavano pregiatissimi nettari, per la delizia degli intenditori. Sorso dopo sorso, le sensazioni al naso e al palato si arricchiscono di nuove sfumature, dando vita ad un turbinio di indimenticabili emozioni.


TRA DOLCI COLLINE COLTIVATE A VIGNETO
Siamo nel cuore della zona di produzione del Barolo, che comprende solo 11 comuni: Monforte, di cui Perno fa parte, è uno di questi. Questa zona di gran pregio, con altitudine fra i 200 e i 550 metri s.l.m., ha peculiarità che la rendono particolarmente vocata alla viticoltura. I terreni morenici e il clima prevalentemente secco contribuiscono infatti alla grande concentrazione di zuccheri negli acini dell’uva, consentendo una produzione vinicola di straordinaria qualità. Domina incontrastato il nobile vitigno del nebbiolo, presente nelle sottovarietà lampia, michet e rosé, dalle quali si ottiene il celebre “re dei vini e vino dei re”, il Barolo. Anticamente questa zona faceva parte di una grande pianura ricoperta dal mare, alimentato da fiumi provenienti dalla catena montuosa delle Alpi. Nel corso dei millenni, a causa di fenomeni alluvionali marini, si accumularono progressivamente materiali di diversa origine, che si stratificarono e, successivamente, per l'azione erosiva dei fiumi, determinarono la formazione delle dolci colline che possiamo ammirare oggi, caratterizzate da accumuli scuri di origine argillosa (terre rosse) e di colore bianco-giallastro o bluastro di origine marnosa (tufo). Proprio dove si concentrano questi ultimi si hanno le zone dove la vite di nebbiolo pur soffrendo, a causa dell'elevata presenza di calcare (carbonato di calcio) e della compattezza del terreno, problemi idrici e nutrizionali, è in grado di produrre le uve migliori, destinate a diventare vino Barolo.
I nostri vigneti, così come la nostra Azienda, sono tutti qui a Perno, che si inserisce ovvero nella parte più antica delle Langhe del Barolo: il terreno coltivato a nebbiolo in questa zona è noto infatti come “elveziano”, proprio in virtù dell’era a cui risale. Si distingue dal “tortoniano” per la sua composizione e compattezza, che conferisce al Barolo particolari corpo e robustezza, tannicità, grande struttura e notevole longevità.


LE LANGHE
Benvenuti nel cuore delle Langhe, nella parte orientale della provincia di Cuneo. Fertile territorio collinare racchiuso tra i fiumi Tanaro e Bormida, costituito da lunghe dorsali emerse dal mare, percorse da torrenti facenti capo al bacino del Tanaro, le Langhe, che si estendono lungo la sponda destra di questo fiume, si formarono per orogenesi, cioè in seguito al corrugamento del mare in età terziaria. Al 1800 risale la distinzione geografica, in base all'altitudine (fra 450 e 800 metri s.l.m.), in “Alta Langa” e “Bassa Langa”: la prima si identifica con la parte sud-orientale, con la valle Bormida e la valle Uzzone, mentre la seconda, dove noi ci troviamo, comprende, tra gli altri, gli undici comuni del Barolo. La Bassa Langa, con i suoi dolci pendii e il particolare microclima, freddo d’inverno, caldo e secco d’estate, rappresenta un habitat ideale per la viticoltura, che qui è quasi l’unica coltivazione presente.
L'etimologia del termine “Langa” è incerta. Per alcuni, deriverebbe dal latino linguae, in riferimento alle strade che attraversano queste colline, o alle colline stesse, la cui forma parrebbe riconducibile a quella di tante lingue. Altri sostengono, invece, che la radice andrebbe ricercata nell'antico linguaggio dei celti, in particolare nel termine landu o londe (landa), indicante una regione desertica e selvaggia, o ancora, potrebbe derivare dal tedesco Lange, longitudine, termine usato in riferimento ad una posizione geografica. L’interpretazione prevalente è tuttavia quella che attribuisce al termine un'origine ligure, da lanca, insieme di colline o avvallamenti.
 

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